Area di produzione: Salento e provincia di Taranto

Descrizione prodotto: I Purceḍḍuzzi (Purciḍḍuzzi in alcune parti del Salento o Pustraddhuzzi a Gallipoli), sono tipici dolci natalizi simili agli struffoli napoletani. Hanno forma di gnocchetti passati sul rovescio di una grattugia, cosparsi di miele e, spesso, decorati con confettini colorati. Il nome deriva dal fatto che la loro forma ricorda piccoli porcellini. A Taranto vengono chiamati Sannacchiudere, dove il termine ricorda l'espressione "s'hanno a chiudere", cioè "si devono chiudere".

Metodiche di lavorazione: A Lecce si realizzano utilizzando farina, lievito di birra, vino bianco, acqua e sale, a Gallipoli e dintorni non si utilizza il lievito. Per impastare non si usano uova, bensì succo di arancia, mandarino, limone, cannella, chiodi di garofano e liquore di anice. Dall'impasto, tenuto avvolto in un canovaccio per almeno 15 minuti , si formano cordoni lunghi i quali vanno tagliati per ottenere cilindretti di circa 2 cm. di lunghezza che saranno passati su una grattugia o sulla forchetta per essere zigrinati o rigati. Si friggono in abbondante olio di oliva. Una volta dorati, ancora caldi vengono conditi con miele, anesini e cannella e decorati con zuccherini colorati, granella di frutta secca o canditi. A Taranto, l'impasto prevede le uova e i sannacchiudere possono essere conditi con vincotto al posto del miele e serviti con le carteddate.

Curiosità: A Taranto, circola da alcuni anni la storia popolare di una donna che, data la povertà del tempo, non aveva ingredienti sufficienti a fare un dolce vero e proprio e così, con alcuni scarti di farina, alcune uova e ulteriori ingredienti diede vita alla pietanza che non sembrandogli poi tanto buona al primo impatto immerse in miele bollente. Secondo la tradizione appunto i figlioletti della donna li provarono e li trovarono tanto buoni da rischiare di finirli troppo in fretta, e così la madre, riponendoli in un mobiletto della cucina, disse "S'hann' a chiudere". Un'altra etimologia dei sannacchiudere la ricaviamo dal dialetto locale : "san a u'chiudd'" letteralmente "sana al pescatore" appunto perché tipico dolce preparato secondo la tradizione sotto il natale dalle mogli ai pescatori e tanto buono da curargli tutti i dolori. (Fonte: wikipedia)

Foto di Chiara Baldassarri, da http://www.sedicotaranto.it  

Vai all'inizio della pagina