Dura la vita dei nutrizionisti. Per anni hanno dovuto combattere per sfatare pregiudizi sui danni al nostro organismo che arrecherebbero alcuni cibi, nonché consolidati luoghi comuni sulle proprietà salutistiche, se non addirittura miracolose, che si attribuivano ad altri alimenti. Un compito non affatto semplice, in quanto molte credenze alimentari sono rimaste radicate nella cultura popolare. Eccone alcuni esempi:

  1. L'ananas brucia i grassi (Falso: nessun alimento brucia i grassi; vero è che l'ananas contiene una sostanza chiamata bromelina, in grado di "rompere" le molecole proteiche degli alimenti, rendendo i cibi più digeribili e, quindi, in grado di velocizzare il metabolismo, ma questa sostanza si trova maggiormente nel gambo che, se non opportunamente polverizzato, non è commestibile. Fonte dott. Giuliano Ubezio)
  2. La mozzarella è un formaggio ipocalorico. (Falso: una porzione da 125 gr. contiene ben 310 calorie; viene considerato "magro" perché è costituito dal 60% di acqua e solo il 15-20% da massa grassa, ma è meno digeribile di un formaggio a pasta cotta. Fonte dott. Giuliano Ubezio)
  3. Il pesce aiuta la memoria (Vero in parte: la stessa quantità di fosforo - elemento che contribuisce alla formazione di ossa e denti ma anche di importanti molecole utili a molti organi, tra i quali il cervello e, quindi ai processi mnemonici - si trova in tanti altri ingredienti, come carne, uova e formaggi)
  4. Il latte protegge da ingestione di sostanze tossiche (Falso: addirittura in alcuni casi la sua ingestione peggiora gli effetti, in quanto i grassi in esso contenuti possono infatti solubizzare alcuni veleni liposolubili, diffondendoli così più rapidamente nell’organismo e aggravando l’intossicazione. Fonte: dott. Luciano Atzori)
  5. Gli spinaci sopperiscono alla carenza di ferro. (Falso: la quantità di questo minerale è irrisoria nei citati ortaggi rispetto ad altri cibi, come il fegato bovino o il cioccolato; perlopiù, il ferro bivalente contenuto nei cibi di origine animale è meglio assorbito dal nostro intestino rispetto a quello trivalente fornito dai vegetali. Fonte: dott. Luciano Atzori)
  6. Gli agrumi curano il raffreddore (Vero in parte: hanno una buona concentrazione di vitamina C, ma ci sono alimenti che ne contengono dosi molto più alte, come il succo d'uva, il peperoncino piccante, il guaiave, il ribes nero ed il peperone. Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione)

Ovviamente, la lista dei "falsi miti" sull'alimentazione sarebbe molto più lunga. Il prof. Marcello Ticca, uno dei massimi esperti italiani di alimentazione, ne elenca ben 99 nel suo libro “Miraggi alimentari – 99 idee sbagliate su cosa e come mangiamo ” (pagine 256. Editori Laterza), che invito tutti i "salutisti dell'ultim'ora" a leggere.

Come dicevo, è dura la vita dei biologi nutrizionisti, che ora devono affrontare l'ondata quotidiana di "bufale" diffuse sul web perpetrate da sedicenti dietisti sempre on line che come titolo (autoreferenziale) hanno al massimo quello di food blogger. Bufale che hanno facile presa da chi già segue con convinzione dettami prestabiliti, dai vegani o da chi vuole sentirsi dire quello che più gli garba: ad esempio, ci si sente meno in colpa se mangiando troppa cioccolata o tracannando vino, legge post sulle proprietà "benefiche" di questi alimenti.

Sul cioccolato si è detto di tutto e di più, sia in positivo che in negativo, ma pare ormai sia consolidato che fa bene solo se è di alta qualità e, soprattutto, se è quello fondente, ovvero quello con quantità di cacao superiore al 70%, in quanto ha meno zucchero e meno grassi vegetali. In ogni caso, una tavoletta da 100 gr. di cioccolato fondente (70-85%) ha un valore energetico di 598 kcal., quindi in una dieta a regime ipocalorico non bisognerebbe superare una porzione da 20-30 gr. al giorno. I benefici li riscontriamo nell'accelerazione del metabolismo e nel miglioramento dell'umore, grazie all'azione della serotonina.

Sul vino si esaltano le proprietà antiossidanti, antitumorali e anticolesteroliche di un particolare fenolo in esso contenuto, il resveratrolo. Ma questa sostanza è irrilevante (0,43-3,52 mg/litro) rispetto all'alcool (7-8 mg./L), il quale non ha alcun valore nutrizionale e diventa tossico per il fegato se si eccede: per ottenere gli effetti protettivi del resveratrolo dovremmo assumerne una dose di 3-6 grammi al giorno, ovvero dovremmo bere più 2 litri al giorno, una quantità altamente dannosa per la salute! (Fonte: https://www.my-personaltrainer.it). Se davvero vogliamo beneficiare del resveratrolo senza particolari controindicazioni, mangiamo più frutta a bacca rossa, come l'uva, il gelso, la ciliegia, oppure arachidi e pinoli.

Attenzione, il sottoscritto ama la cioccolata ed il vino, ma mangia e beve questi prodotti per quello che sono, ovvero per puro piacere del palato, consapevole dei rischi che un abuso possa provocare a livello salutare. Inutile nascondersi dietro falsi miti.

Che la salute passi attraverso l'alimentazione è assodato, ma non ci facciamo abbindolare da fake news su questo serio argomento e, se proprio vogliamo credere a quello che leggiamo sui social networks, assicuriamoci l'attendibilità della fonte. A volte, per il mero interesse economico, tra i cosiddetti food influencers, magari "corrotti" dalle aziende alimentari, c'è chi tende a "spingere" verso un dato prodotto, elencandone le fatidiche virtù ed omettendo gli effetti collaterali. Appaiono ridicoli coloro i quali si atteggiano a salutisti, postando frasi fatte prese in giro nel web, e immagini di insalatine, di tisane depurative e di altre pietanze ipocaloriche che avrebbero preparato, salvo poi scoprire che mangiano di tutto e che sono dei fumatori incalliti.

In conclusione, l'unico consiglio che questo blogger si sente di dare per chi deve affrontare una dieta, per qualsiasi motivo, è di far visita da un dietista o biologo nutrizionista laureato. 

Come stai... ti distingui dal luogo comune.

Paolo Bargelloni

Vai all'inizio della pagina