La Puglia è caratterizzata da numerose fortificazioni che testimoniano le dominazioni subite nel medioevo in Puglia, prima dai normanni, poi dagli svevi, infine dagli angioini e dagli aragonesi. Nel corso dei secoli successivi queste fortezze hanno vissuto periodi più o meno felici.

Una di queste fortezze è il Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari, ben conservato e aperto ai visitatori, che lunedì 11 giugno ha fatto da cornice al XIII Salone del Vino e degli oli meridionali nell’ambito della kermesseRadici del Sud”, che si conferma ancora una volta una delle più importanti e riuscite manifestazioni enogastronomiche del Mezzogiormo, con la presenza di oltre 100 aziende vitivinicole con più di 300 etichette; 5 aziende artigiane con i loro prodotti  gastronomici e il servizio ristorazione a pranzo; il convegno Autocotoni e ristorazione: l’identita’ per sfidare i mercati internazionali, con l’intervento dei presidenti delle associazioni partner della manifestazione, Assoenologi, AIS Puglia, Onav Puglia, Aepi e Vinarius e  dei giornalisti e buyer internazionali; la premiazione dei vini vincitori del concorso.

Il clou della giornata arriva la sera alle 21, nella corte del Castello, con l’apertura dei i banchi di assaggio di tutti i 300 vini in concorso e di 20 etichette di olio di tutti i produttori presenti. Durante la serata sono stati serviti i piatti di 7 chef del sud Italia sul tema Più Salute e recupero. Giacomo Racanelli di Aromi Bistrot a Sannicandro di Bari (BA) con Arancino con sivoni e ragu di scarti di maiale nero; Riccardo Barbera di Masseria Barera-Minervino a Murge (BT) con Strascinati integrali con cozze, cime e fiori di zucchine; Peppe Zullo di Orsara di Puglia (Fg) con Maccheroncini di lenticchie rosse, ragù di melanzana chips di buccia di melanzana e menta; Mirko Balzano del Ristorante Triglia di Avellino Candele spezzate con code di cipolle e agnello; Giovanni Ingletti e Cosimo Russo de La Taverna del Porto di Tricase (LE) Fegato di pescatrice, ciliegie ferrovia e cipolla rossa di Acquaviva. Infine Mariantonietta Santoro de Il Becco della Civetta di Castelmezzano (PZ) Pecora alla materana in Pignata.

Tra le specialità, tutte molto apprezzate dal numeroso pubblico presente e dal sottoscritto, mi ha incuriosito quella di Peppe Zullo con la sua ricetta vegana, biologica e gluten free, ricca di fibre e proteine e allo stesso tempo gustosa, che soddisfa le esigenze dei consumatori moderni: sedanini di lenticchie rosse con ragù di melanzane e un tocco di profumatissima menta. Una ricetta abbastanza semplice, dove la differenza la fanno sostanzialmente gli ingredienti, a partire dall’olio extravergine d’oliva, rigorosamente pugliese, e i prodotto dell'orto.

La pasta, prodotta con farina di lenticchie rosse biologiche, fa parte della linea legumi “felicia bio” dell’azienda Andriani di Gravina in Puglia, un modo nuovo di dare forma e gusto a piselli verdi, fagioli mung, lenticchie rosse e lenticchie gialle, con un ricco apporto di fibre, proteine e altri valori nutrizionali anche a chi è sensibile al glutine, a chi segue una dieta vegana o a chi conduce semplicemente uno stile di vita sano ed equilibrato.

La novità proposta nella serata dallo chef Zullo, così come per le altre ricette nei vari formati di legumi, si può leggere sulla confezione della pasta, reperibile nei supermercati al reparto prodotti biologici e nei negozi di prodotti nutragenici.

Peppe Zullo secondo Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, è un “cuoco-contadino che ha saputo restituire alla sua terra l’orgoglio che merita”; per Oscar Farinetti, ideatore di Eataly, è uno dei migliori ambasciatori dell’eccellenza pugliese nel mondo. Ma sono moltissimi i testimoni del percorso intrapreso negli ultimi 30 anni da questo straordinario interprete della cucina italiana che fa dello studio e la cura su qualità e tracciabilità delle materie prime, la riscoperta dei valori più autentici della tradizione mediterranea e il cibo come elemento della felicità, la sua filosofia professionale e di vita.

Ancora una volta Radici del Sud, riesce a catturare l’interesse degli appassionati, degli esperti di settore e di semplici curiosi, rimanendo fedele nell’impostazione voluta dal patron Nicola Campanile e aperta alle novità e all’evoluzione del mondo enogastronomico, ottenendo successi di pubblico e di critica e consensi sempre maggiori da aziende vitivinicole, buyers e operatori della ristorazione.

Per conoscere i vini vincitori dell’edizione 2018, andare sul sito ufficiale di Radici del Sud o cliccare qui: http://www.radicidelsud.it/news-eventi/15826/radici-del-sud-2018-vince-la-tipicita.html 

Grazie a Radici del Sud, ma non solo, almeno per qualche sera il Castello Normanno-Svevo di Sannicandro rivive momenti di felicità. Non a caso siamo in Puglia, regione che è stata classificata la più felice d'Italia e tra le prime al mondo secondo l'indice iHappy.

Vai all'inizio della pagina