La Puglia, si sa, è una regione ricca di vitigni a bacca scura, con una conseguente produzione di vini rossi e rosati senza uguali in Italia in termini quantitativi: quasi 5 milioni di ettolitri all'anno. Anche in termini qualitativi è pressoché unanime la vocazione per i vini da vitigni a bacca scura, su tutti Negroamaro, Primitivo e Nero di Troia, che rappresentano i tre grandi areali: Salento, Murgia, Daunia. Basta leggere le guide di settore (vedi) per avere conferma che l'eccellenza in Puglia arriva quasi esclusivamente dai vini rossi. 

Esiste però un crescente interesse verso un particolare vitigno pugliese a bacca chiara, il quale dà risultati molto convincenti ed intriganti sul piano organolettico: il (Fiano) Minutolo. Ho frapposto volutamente il termine Fiano tra le parentesi, in quanto sembrerebbe finalmente risolta una diatriba che durava da tempo, nata da una confusione mediatica con il vitigno di origine campana, appunto il Fiano, vitigno che in Irpinia dà eccellenti prodotti, ed il Minutolo che col Fiano avrebbe poco a che fare.

In realtà, il Fiano in Puglia esiste, viene utilizzato sia in purezza che in uvaggio, ed è stato sempre presente, ma in passato veniva confuso con quello che Fonseca nel 1892 chiamava "Fianello", un vitigno prodotto principalmente in Valle d'Itria, anche se i caratteri aromatici ed ampelografici erano e sono completamente diversi. Le sue origini rimangono comunque ancora incerte: da un lato si legge che Carlo II d'Angiò avesse ordinato dei ceppi di Fiano da Cava dei Tirreni per essere impiantati a Manfredonia nelle vigne reali, ma di contro, pare che Federico II avesse ordinato un secolo prima una spedizione con direzione contraria da Foggia verso la Campania dello stesso vitigno (entrambe documentate negli studi del dott. Calò). Con la crisi della fillossera si perde traccia dei vitigni, specialmente degli autoctoni, ma si hanno notizie di un particolare tipo di Fiano dalle caratteristiche spiccatamente aromatiche coltivato in Puglia, che nella zona di Bitonto (con il nome di "Minutola") trova la sua maggiore area di allevamento. Con le migrazioni e gli spostamenti delle genti, la pianta giunge fino alla Valle d'Itria dove trova un habitat ideale, ricco di escursioni termiche e con una composizione del terreno ideale, dove migliora la sua produttività, mostrando un certo intensificarsi del bouquet aromatico.

La riscoperta di questo misterioso vitigno si deve principalmente al dott. Pasquale (Lino) Carparelli, all'epoca enologo dell’azienda "Torrevento", che con alcuni colleghi nel 2000 decise di cercare nel territorio della Valle d'Itria i vecchi vigneti, mappando tutte le viti di Minutolo sopravvissute all’espianto e segnando d'estate i ceppi da cui poi avrebbero recuperato le gemme per il successivo innesto. Dopo due anni di fervido lavoro di ricerca riuscirono a raccogliere le gemme, innestarle e dare vita ad un vero e proprio vigneto "Fiano Minutolo", con l'intento di riproporre un Locorotondo DOC di stile antico. Questo lavoro ha generato 6 diversi biotipi, creando però un'ulteriore confusione: già negli studi del dott. Calò si parla di sovraposizioni del fiano con vitigni che hanno il nome "Greco" e che quindi, quello che noi chiamiamo Fiano Minutolo altro non sarebbe che "Greco Aromatico". Quello che oggi appare chiaro è che il Fiano campano e il Fiano Minutolo sono due vitigni differenti, il primo ritenuto neutro, il secondo aromatico.

Il Minutolo è un'uva aromatica con caratteristiche organolettiche molto espressive, con sentori floreali, di frutti a polpa gialla ed erbe aromatiche (rosmarino, salvia, alloro), tipiche del vitigno. La pianta ha una foglia piccola, il grappolo è stretto, gli acini sono a forma ellittica di dimensioni medio-piccole con la buccia gialla dorata con sfumature ambrate. Il terroir ideale è fatto di terreni argillosi e calcarei come quelli della Valle d’Itria.

Grazie al suo carico aromatico il Minutolo è capace di invecchiare, e con un buon lavoro in campo e cantina, diviene un vino di buon corpo ma facile beva, con una spiccata acidità e freschezza. Tra le migliori etichette, sono da segnalare "Vigna Rampone" dell'azienda "I Pastini", "Vigne Rare" di Pirro Varone e "Minutolo" di Polvanera.

Attualmente solo il Fiano Campano è registrato sul Catalogo Nazionale, ma a breve lo sarà anche quello pugliese, sotto il nome di Minutolo (sinonimo Moscatellina), grazie al lavoro di caratterizzazione condotto dall’Università degli Studi di Bari, dell’Istituto di Virologia Vegetale del CNR e del Centro Ricerche “Basile Caramia” di Locorotondo. Oltre che alla registrazione e quindi al riconoscimento ufficiale del Minutolo, già impiegato con successo negli uvaggi della produzione dei vini DOC Locorotondo e Martina Franca, il ventennale lavoro di selezione clonale e sanitaria in terra pugliese mira all’omologazione di cloni rappresentativi della biodiversità riscontrata sul territorio, agronomicamente validi e sanitariamente migliorati.

D'ora in poi, se avrò voglia di un buon vino bianco pugliese aromatico, all'oste di fiducia non dovrò chiedere un fiano minutolo, ma dire semplicemente: dammi solo un Minutolo.

Paolo Bargelloni, 3 dicembre 2013

Vai all'inizio della pagina