Lecce, 18 maggio 2013. E’ una tipica calda serata pugliese di metà maggio quando nell’incantevole scenario di Torre del Parco, nel centro di Lecce, si svolge “Charme in Rosa”, kermesse dedicata ai vini rosati di Puglia in ambito della giornata nazionale della cultura del vino, giunta al terzo anno ed estesa anche alla cultura dell’olio d’oliva, promossa dall'AIS.

La Puglia è la regione notoriamente vocata per la produzione di vini rossi, di gran corpo e di grande personalità, grazie alla coltivazione di vitigni a bacca scura caratteristici, su tutti primitivo, negroamaro e nero di troia, ma anche malvasia nera, bombino nero, aglianico e montepulciano, che dànno origine anche ad interessanti vini rosati.

La Puglia è la prima regione ad aver imbottigliato ed esportato in America vini rosati ed è anche la prima regione a fregiarsi di una D.O.C.G. con un vino di questa categoria, precisamente il Castel del Monte Bombino Nero. Dunque, appare evidente che nella nostra regione ci sia un particolare interesse nel vino rosato ed è per questo che proprio qui in Puglia si sia svolto il primo concorso nazionale dei vini rosati, quest’anno giunto alla seconda edizione e che ha visto la partecipazione di oltre 300 campioni da tutta l’Italia.

“Charme in Rosa” conferma l’attenzione alla qualità che le aziende pugliesi dedicano al vino rosato: sugli stands disposti nello stupendo terrazzo di Torre del Parco vi erano presenti bottiglie di 70 cantine pronte ad essere degustate. Un tripudio di tonalità che vertono dalla buccia di cipolla al corallo, di riflessi ramati e purpurei, di luminosità più o meno accese, di profumi che spaziano da quelli floreali a quelli di piccoli frutti di bosco, di fragranze più o meno intense, a volte anche di bollicine. Come per le altre tipologie di vino, ogni rosato può essere abbinato ad un piatto diverso: vi sono quelli delicati da aperitivo, quelli da antipasti leggeri, quelli più strutturati da zuppe di pesce, da fritture miste e da verdure grigliate, ma anche quelli da tutto pasto, in ogni caso ideali per le giornate estive.

La differenza tra un rosato e l’altro è dovuta, oltre che dalla tipologia e dalla zona di provenienza del vitigno, anche dalla tecnica di produzione (pressatura diretta o salasso) e dalla permanenza più o meno breve delle bucce nel mosto (dalle 5 alle 20 ore), dalle quali dipendono l’estrazione del colore e degli aromi.

Tra le tante bottiglie, scorgo finalmente l’”Estrosa”, un rosato prodotto per la prima volta dall’azienda “Pietraventosa” di Gioia del Colle, che mi suscita particolare curiosità. L’Estrosa ha un nome che gioca molto sull’estro della titolare Marianna Annio, sulla rosa del Levante e sul latino “è rosa”, come dire “è qui il rosato buono”. Il vino, ottenuto da primitivo in purezza, si presenta con un color cerasuolo intenso e luminoso, che lascia presagire una buona struttura; al naso sprigiona un boquet floreale intenso, seguito da note di lampone e di fragoline di bosco e da cenni balsamici; al palato si conferma strutturato, denotando una giusta sapidità ed una spiccata freschezza che bilanciano l’alto tenore alcolico (13.5). Insomma, un rosato che non ha deluso affatto le mie aspettative e che abbinerei bene anche ad una grigliata di pesce per un barbecue di mezza estate. L’Estrosa, il "primitivo con l'abito estivo", è stato prodotto solo in 1500 bottiglie ed è destinato al consumo immediato, anche se ritengo che possa reggere bene oltre l’anno.

In questa splendida serata, ho il piacere di incontrare numerosi amici sommeliers e grandi giornalisti e comunicatori del vino di Puglia, tra i quali Betty Mezzina (AIS Puglia), Eustachio Cazzorla (eusto.it) e Davide Gangi (vinoway.com), nonché il dottor Giuseppe Baldassarre. Quest’ultimo, sapendo del mio “Istinto Primitivo”, mi onora regalandomi una copia del suo libro, “Primitivo di Puglia”. Baldassarre, medico di professione, sommelier e scrittore per diletto, condivide con me la passione per il primitivo, ma rispetto al sottoscritto ha grande competenza in materia, tanto da aver scritto diversi libri sulla storia del vitigno e non solo.

Il suo “Primitivo di Puglia” è un vademecum dove sono riportati, con precisione… chirurgica, tutte le caratteristiche del vitigno, dei territori, delle tecniche di produzione e delle peculiarità del vino, inserendo anche ricette, descrizioni storiche di studiosi della viticoltura e alcuni aneddoti personali, come le degustazioni di 2 primitivi, in periodi diversi e di zone diverse, uno di Gioia e uno di Manduria, entrambi di ben 82 anni di invecchiamento, che “ci hanno mandato tutti in visibilio per la sua aria da Marsala stravecchio”. Un libro imperdibile per chi ama la viticoltura pugliese.

Spero che l’evento “Charme in Rosa”, che si è concluso a tarda notte e che ha avuto un grande riscontro di pubblico, sia stato un buon viatico per far conoscere, apprezzare e valorizzare il vino rosato, così come l’olio extravergine d’oliva di qualità, dato che vi era presente anche un banco d’assaggio con ben 44 etichette di aziende olearie pugliesi, con tutte le tipologie varietali (vedi) che questa nostra terra sa offrire.

Paolo Bargelloni

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