Oria Beer Fesival
dal 18 al 21 luglio

La Macennula, giornale satirico-umoristico copertinese, viene realizzata per la prima volta nel settembre del 1945, in concomitanza dei festeggiamenti per il patrono, San Giuseppe da Copertino, ripresi dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

Un unico foglio, sulla prima facciata l’articolo di fondo, che spiega lo spirito con cui è nato il giornale “… e proprio nel pieno clima della libertà poteva germogliare la nostra Macennula che interpreta una tradizione nel folclorismo ambientale, a cui il popolo crede con la fede di un religioso e la ingenuità di un bambino” e lo scopo “ricreativo certo, anche se in funzione della satira fine e arguta” , è affiancato da una vignetta che ritrae un somaro e la scritta “l’olocausto”, in riferimento alla tradizione copertinese di mangiare polpette d’asino nei giorni della festa.

In seconda pagina tra articoli, rubriche, storielle esilaranti, la caricatura di un giovane copertinese “la commissione” della rinata festa per San Giuseppe.

Il nome della testata si rifà all’umile strumento delle massaie d’un tempo, utilizzato per dipanare matasse di lana, la macennula, appunto che, secondo una consolidata tradizione, fu posta dai copertinesi sul campanile della chiesa matrice per vedere in che direzione andasse il vento…

Diventa così, agli occhi dei paesi confinanti, l’emblema dei Copertinesi, della loro volubilità, uomini inaffidabili, usi a cambiare continuamente opinione, in un senso e subito dopo nell’altro, proprio come il vecchio arcolaio cambia direzione. Ma il termine Macinnulari, imposto come malevolo nomignolo, non ha più il valore di un’offesa, assume un’accezione positiva, diventa un appellativo di cui andare orgogliosi, si trasforma in un marchio, una bandiera, un sinonimo di assoluta libertà di pensiero.

Nel 1957, a sorpresa esce, dopo quello di settembre, un nuovo numero del giornale, in pratica un manifesto anticomunista, realizzato in occasione di vicine elezioni, che sull’ultima pagina riporta un enorme scudo crociato.

L’anno successivo questa iniziativa viene bollata come sacrilega dai redattori che si dissociano da quel gesto ritenuto meschino e scellerato, a dimostrazione dell’assoluta “neutralità” della Macennula, libera nello spirito, non legata ad alcun colore politico.

Negli anni sessanta si afferma come illustratore un giovane artista, il professore Raffaele Viva, valente pittore, che incide su lastre di linoleum (questa la tecnica del tempo) le figure al contrario, al negativo, rendendole idonee alla stampa.

A lui si deve la testata arricchita dall’immagine del campanile della Collegiata, a richiamare la leggenda popolare già ricordata, utilizzata per qualche anno.

Nel 1973 il compito di illustrare il giornale viene affidato al giovane aviere, ora Colonnello, Cosimo Martina: il suo tratto pulito, elegante, da raffinato ritrattista ad olio prestato alla caricatura, caratterizzerà la grafica della Macennula per un decennio.

Nel 1976 vengono pubblicate contemporaneamente due edizioni del giornale; questa volta, però, per incomprensioni fra redattori. Singolare il fatto che su entrambe, le caricature sono a firma di Martina.

Il 1983 segna il passaggio di consegne tra questi e Giuseppe Trono, studente universitario, ora medico e ancora illustratore del giornale.

Nel 1985 la linotype lascia il posto al computer.

La Macennula continua, imperterrita a bacchettare soprattutto i politici con le sue prime pagine, e a mettere in evidenza, con caricature e articoli, diversi personaggi e le loro “gesta”.

Antonio Viva, direttore responsabile da quegli anni, arricchisce il giornale con articoli di analisi politica, racconti di fantasia, cronache di fatti realmente accaduti, descrizioni di vari personaggi in prosa o in rima.

Il 18 settembre 1987 vede, per la terza volta nella sua storia, l’uscita di due giornali, sempre per divergenze di opinioni fra i vari redattori.

Nel 1999, ancora due uscite, questa volta la seconda “Sotto l’albero”, per salutare l’arrivo del 2000.

Il 15 giugno 2014, dopo una serata dedicata ai 70 anni del giornale, si inaugura la mostra “La Macennula, 70 anni, dal dopoguerra ai nostri giorni”, esposizione di tutte le prime pagine e di decine di caricature originali, dagli anni 70 in poi, nella Galleria Maria d’Enghien del castello, che permane per mesi.

Il colore rende molto più piacevole la veste grafica; le caricature, sempre più numerose, diventano motivo di richiamo e di curiosità per i lettori che, ogni anno, attendono l’uscita della Macennula per scoprire storie, avvenimenti, aneddoti dell’anno trascorso. Diventa così una sorta di almanacco che riporta puntualmente vicende, anche a carattere nazionale o internazionale, meritevoli di ricordo. Un appuntamento fisso la rubrica “Medici e pazienti”, strafalcioni raccolti, anno per anno, negli studi di medicina generale. Altrettanto interessanti e seguìte: “Il borsino della politica copertinese”, “Copertino e il resto del mondo”, “La Macennula giovani”, che vede protagonisti, appunto, i ragazzi della città.

Molto spazio è riservato, negli ultimi anni, a coloro che portano il nome di Copertino in Italia e nel mondo e a tutte le manifestazioni atte a promuovere il territorio e le tradizioni locali.

Seguìto sempre con molto interesse, con articoli e caricature, il gemellaggio, datato 1963, con Cupertino, in California.

Ospiti fissi, dal periodo del loro esordio, Giuliano Sangiorgi e Andrea Mariano, i copertinesi della rock band “Negramaro”.

Con la Macennula, Copertino si sente comunità, i Copertinesi la aspettano ogni anno con trepidazione e curiosità, come imprescindibile coronamento dei festeggiamenti per San Giuseppe.

Il 15 giugno p.v., presso la sala consiliare della Cantina Sociale “Cupertinum”, si terrà un incontro culturale animato da Docenti dell’Università del Salento, in ricorrenza del 75° anno d’uscita del giornale.

Durante la serata, tra gli interventi dei relatori, saranno letti articoli, poesie, aneddoti estratti dalle diverse edizioni.

Giuseppe Trono

Comunicati

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