D.O.C. - Vini a Denominazione di Origine Controllata

I vini D.O.C. sono regolamentati da un disciplinare e sono contraddistinti da una zona di origine ben precisa, anche con indicazione di sottozona, fino a restringere l'area a un comune, una frazione, una fattoria, un podere o una vigna.
E' evidente che più diventa circoscritta l'area di origine e più aumentano le indicazioni, più si restringe il numero dei produttori e la quantità di vino che può essere prodotta; tutto ciò è sinonimo di crescente qualità del vino che viene prodotto.
I disciplinari dei vini D.O.C. devono stabilire:

- la denominazione d'origine (il nome della D.O.C.)
- la zona di produzione delle uve
- la resa massima di uve e di vino per ettaro
- il titolo alcolometrico minimo delle uve
- caratteristiche fisico-chimiche ed organolettiche del vino, il titolo alcolometrico minimo del vino
- le condizioni di produzione (clima, terreno, altitudine, esposizione, etc.)
- la composizione dei vigneti, densità degli impianti, forme di allevamento, sistemi di potatura
- modalità degli esami organolettici
- periodo minimo di invecchiamento in legno e/o affinamento in bottiglia
- eventuale imbottigliamento in zone delimitate.

I vini D.O.C. sono soggetti a esami chimico-fisico ed organolettici durante la fase di produzione; tali esami sono eseguiti da apposite commissioni.
Elenco dei vini D.O.C. pugliesi:  
          
  • Matino
  • Alezio
 
  • Moscato di Trani
  • Brindisi
 
  • Nardò
  • Cacc'e mmitte di Lucera
 
  • Castel del Monte
 
  • Orta Nova
 
  • Ostuni 
  • Copertino
 
  • Galatina
 
  • Rosso Barletta
  • Gioia del Colle
 
  • Rosso di Cerignola
  • Gravina
 
  • Leverano
 
  • San Severo
 
  • Squinzano
  • Locorotondo
  
  
  • Tavoliere delle Puglie
 
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