Area di produzione: Comune di Taranto.

Descrizione: La cozza tarantina si distingue dalle altre perché più piccola ed ha forma tozza e bombata al centro. La polpa è rosea o giallo-carica, carnosa, molto saporita, povera di grassi e ricca di ferro. Viene consumata cruda, con limone o aceto, lessa o viene utilizzata in numerose ricette.

Metodo di produzione: Le cozze tarantine vengono allevate in mare su delle palizzate in legno di castagno, oggi sostituite da pali in ferro, infisse sul fondo marino. Tra i pali sono tese le funi in fibra vegetale,dove vengono appese le reste (calze a rete in prolipropilene) all’interno delle quali viene deposto il novellame, cozze di 1-2 cm. La produzione della cozza richiede circa 14 mesi di lavorazione, inizia a novembre con la preparazione dei cosiddetti letti, ossia delle griglie di corda. Si sceglie questo periodo perchè da novembre a gennaio la cozza produce il latte. Tra la fine di marzo e i primi di aprile si comincia a sciorinare, vengono cioè stese al sole per eliminare eventuali microbi e si fa il primo innesto. Man mano che la cozza cresce si cambia la rete con delle maglie più grandi. In tutto il ciclo produttivo l’innesto avviene 4-5 volte. Le reste vengono tirate in superficie e trasportate su delle barche costruite apposta, che procedono di poppa e dove avviene la prima cernita.  Prima di essere immesse in commercio, le cozze vanno sottoposte a depurazione. Possono essere anche surgelate.

Curiosità: Le migliori crescono nel Mar Piccolo e nel Mar Grande ove sono presenti i "citri", sorgenti sottomarine di acqua dolce che garantiscono la continua ossigenazione del mare.

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