Area di produzione: territorio di Tiggiano, Tricase e Specchia (LE)

Descrizione: varietà locale di carota (Daucus carota L. var. sativus, cultivar "Santu Pati") a radice lunga, dal colore che varia dal giallo al viola a seconda della maturazione.  È croccante e molto fragile, ha gusto fresco e succoso. Viene consumata come ortaggio, cruda o cotta, usata anche come aromatizzante per le vivande di uso quotidiano.

Note: la Pestanaca di Sant’Ippazio è un prodotto eccellente dal punto di vista organolettico, in quanto presenta un elevato contenuto di fibre e possiede proprietà antinfiammatorie e antiossidanti di gran lunga superiori a quelle delle varietà di carota più comuni.

Curiosità: Dobbiamo la sua sopravvivenza al legame atavico conservato alla devozione popolare verso Sant’Ippazio, santo orientale protettore della virilità, benefico per l’ernia inguinale, in quanto egli stesso ne fu sofferente per un calcio ricevuto da eretici ariani. La forma della pestanaca e il fatto che essa raggiunga dimensioni considerevoli, hanno favorito l’associazione con i poteri taumaturgici del Santo. A riprova di quest’associazione, per tradizione i tiggianesi durante la festa in onore di Sant’Ippazio (19 Gennaio) vendono le Pestanache insieme alle giuggiole, piccoli frutti di forma sferica. Inoltre ogni anno, sempre in occasione di questa festa, si ripete il rituale dello stannardhu: i maschi del paese si contendono un palo lungo sette metri e piuttosto pesante, che devono riuscire ad issare in corsa, pregiudicando il buon esito dell’anno e le sorti della comunità. (fonte http://www.salentokm0.com).

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