Area di produzione: Puglia.

Descrizione sintetica prodotto e degustazione: pane tostato a forma di piccola ciambella. Può essere in farina integrale o in semola di grano duro, a cui si aggiunge lievito naturale e sale. Deriva dalla necessità di riutilizzare il pane raffermo, che veniva tostato prima di essere consumato. Ancora oggi le friselle si gustano appena inumidite con acqua e condite con olio extravergine d'oliva, pomodorini, basilico o origano.

Metodiche di lavorazione e conservazione: Il pane lievitato viene tagliato nella pezzatura desiderata secondo la tradizione locale e lavorato fino alla forma di un bastone. Con gesto sicuro si premono le quattro punte delle dita perfettamente allineate lungo tutto l'asse del bastone creando una forma più appiattita e più sottile lungo l'asse principale. La losanga ottenuta viene arrotolata su stessa in una breve forma spiralata con un piccolo foro al centro e poi affiancata a contatto con altri pezzi in piccole palettate di sei-otto forme. Dopo la prima cottura la paletta viene scomposta nelle singole forme e, ancora calda, viene tagliata con un filo (a strozzo) sul piano mediano orizzontale lasciando sulla faccia dello scorrimento dello spago la caratteristica superficie irregolare. I due pezzi ottenuti, quello inferiore col fondo piatto e quello superiore con la faccia curva, si ricuociono nuovamente in forno (bis-cotto) per eliminare l'umidità residua della pasta. La frisa viene conservata in contenitori di creta (oggi in buste di plastica) per preservale dall'umidità e favorire la conservazione come un normale pane biscottato.

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