Si fa presto a dire artigiano: il birrificio artigianale, la gelateria artigianale, il panificio artigianale, il caseificio artigianale, il mercatino dell'artigianato, il presepe artigianale, l'artigiano ceramista, ecc.

Un artigiano è un lavoratore esperto che utilizza attrezzi, macchinari e materie prime per la produzione o la trasformazione di determinati oggetti o alimenti. Prima della rivoluzione industriale tutta la produzione era affidata a loro (fonte: wikipedia).

L'artigianato torna a fare tendenza, cerca di ritrovare la sua identità ed il suo spazio in un mercato sempre più globale e standardizzato. Ma spesso, il brand, che fa rima con trend, si rivela un trash. Il finto etnico, il manufatto "copia e incolla", il falso d'autore, lo scarto industriale e l'usato riciclato campeggiano nei mercatini improvvisati durante le feste patronali e le sagre estive, spacciandosi per oggettistica creativa di qualità.

Succede anche nel settore enogastronomico, dove il termine artigianale è abusato: vengono definiti artigianali anche i gelati preparati con ingredienti liofilizzati prodotti industrialmente, da miscelare in loco; le birre preparate con kit di orzi maltati, luppoli in polvere e lieviti coltivati, belli e pronti per la cotta; i pani tradizionali prodotti con cereali di dubbia provenienza, così come i formaggi tipici prodotti con latte estero.

Occorrerebbe fare un distinguo su ciò che è veramente handmade e su ciò che si finge di esserlo, magari con delle leggi chiare sull'etichettatura e la trasparenza, anche a livello europeo, per tutelare i veri artigiani, custodi della tradizione, e valorizzare i loro prodotti, che siano opere d'arte o pietanze, con la giusta remunerazione anche a livello previdenziale.

Un esempio da seguire è quello di alcuni microbirrifici che, per distinguersi dali altri, adottano il termine "birra agricola" per indicare il loro prodotto che usa cereali ed altri ingredienti coltivati e lavorati esclusivamente nella loro tenuta: finalmente la definizione "birra agricola" diventa legale con la normativa contenuta nel D.M. 212/2010 e, allo scopo di tutelare, promuovere e valorizzare l’attività svolta dai birrifici agricoli, vi è un consorzio denominato COBI (Consorzio dei produttori di Orzo e Birra Italiano).

I veri artigiani nella nostra provincia tarantina non mancano, basti pensare ai ceramisti di Grottaglie che modellano con le loro mani la creta, creando oggetti straordinari, di grande fattura e finezza nelle loro botteghe. In una di queste, la bottega Mastro, si terrà il 30 marzo il terzo appuntamento della rassegna letteraria "Quello che le donne dicono" con la presentazione del libro "Bacco nella mia terra" di Lilly De Siati, a cui seguirà una degustazione vini e l'esposizione dei "quadri al vino" dell'artista salentina Arianna Greco che ha realizzato la copertina del libro. Una serata in cui si mescoleranno arte, artigianato, cultura ed enogastronomia.

         

Una parata di veri artisti di strada, vera solidarietà e mercatini di vero artigianato è prevista il 2 aprile a Taranto, dove il centro della città sarà protagonista di un un evento di solidarietà e divertimento denominato "Festa di Primavera", nato da un'idea dell'Associazione Smile, in collaborazione con Made In Taranto e con il patrocinio del Comune di Taranto (tutte le info qui: http://www.madeintaranto.org/centro-taranto-parata-artisti-solidarieta-danze-popolari/).

Ci sarà la rinascita dell'artigianato? Speriamo. Già nel 1981 Adriano Celentano cantava:

Chi non paga le tasse è ingiusto
questo dice la società
ora però che son giusto
sono senza una lira. 
(...)

Ero l’ultimo degli artigiani
e nessuno meglio di me
scolpiva nel legno
l’arte del lavoro che ormai
e’ un mestiere che stà morendo,
il lavoro è un’arte che stàmorendo
nella tomba con sé si porta dietro
oh! anche il futuro del giovani (...)

No, noi vogliamo essere ottimisti. Un po' di sana speranza ci vuole, politica permettendo. 

Paolo Bargelloni

 

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