Quando si cerca la cultura di un territorio, nelle sue tante sfaccettature, legate al mondo dell'agricoltura ed in particolare della vitivinicoltura, qui al Consorzio Produttori Vini di Manduria sembra essere arrivati al posto più indicato. Non soltanto perché è sede di uno dei più suggestivi luoghi dei ricordi della cultura contadina, ovvero il "Museo della civiltà del vino Primitivo", ricco di reperti e manufatti riconducibili tra la metà dell'800 e i primi del novecento del millennio scorso, compresi documenti originali ed editti dell'epoca borbonica, ma soprattutto perché in queste prestigiose sale si continua a fare cultura, mettendo in scena eventi di musica sinfonica, presentazione libri, mostre d'arte pittorica e fotografica. Non a caso, i nomi dei vini prodotti ricordano l'arte della musica colta...

Il Consorzio Produttori Vini conta oggi 400 soci e produce vini di qualità riconosciuta in tutto il mondo, soprattutto quelli derivanti dal suo vitigno principale, emblema del comprensorio jonico-salentino, il Primitivo. Ovviamente, potendo contare su vari appezzamenti dislocati nella zona Doc del Primitivo di Manduria, la gamma dei vini con questo vitigno è ampia, sia per metodo di coltivazione (a spalliera o ad alberello), sia per natura del terreno (più o meno argilloso, sabbioso, ferroso o calcareo) e alla sua vicinanza al mare, sia per il metodo di produzione e periodo di affinamento del vino: si parte da quello affinato solo in acciaio e in bottiglia, il "Memoria", passando per il "Lirica", che ha un passaggio di 9 mesi in botte grande, all'"Elegia", con un affinamento in barrique di Allier di 12 mesi, fino al top di gamma, il "Sonetto", che subisce un lungo invecchiamento (2 anni) in piccole botti di rovere francese. Ma, a parere del sottoscritto, la vera chicca è rappresentata dal "Madrigale", un Primitivo dolce naturale (DOCG) di spiccata morbidezza e ampia intensità di profumi e di aromi di frutta rossa in confettura, con note di frutta secca e di tostato (cacao) in chiusura, risultando comunque equilibrato e armonico grazie ad una discreta spalla acido/sapido/tannica. Qui il primitivo è anche prodotto nella versione spumante, il "Folletto", nella versione rosato, l'"Amoroso" ed addirittura come distillato, il "Cuor di Primitivo". Non solo primitivo, però: ottimi vini si ottengono con altri vitigni, sempre tipici del territorio, come il fiano e la verdeca per il bianco "Sereno" ed il negroamaro per il "Neama" e per il "Salice Salentino DOC", quest'ultimo con una piccola percentuale di Malvasia nera. Un interessante e ricco campionario di prodotti che, in ogni caso, vanta un favorevole rapporto qualità/prezzo.

Ma come nasce il Consorzio e perché si è sentita l'esigenza di costituirlo? Era il 1932 quando un gruppo di agricoltori, stanchi di vendere le loro uve, destinate al taglio per rinforzare di struttura e colore i vini del nord e della Francia, sotto pagate, con prezzi imposti da mediatori senza scrupoli, e vogliosi di rilanciare la qualità di un vitigno dalle grandi potenzialità ancora inespresse, si riunirono per sottoscrivere il primo Atto Costitutivo, che prevedeva il conferimento delle uve ad un unica cantina, dividendosi gli utili in base alla quantità di uve e di mosti apportati. Prima di allora, c'era troppa frammentazione e non tutti gli agricoltori erano provvisti di mezzi per trasformare le uve in mosti, nè di cantine e vasi vinari idonei, quindi fuori da ogni logica di mercato. Il Consorzio avrà anche una funzione sociale e culturale, con scambi di opinioni tra i soci. Tutto ciò è ben descritto nella prima parte del libro "Maestri in Primitivo" di Nino D'Antonio, autore di successo che ha scritto, tra gli altri, "Vizio della curiosità" e che ha già trattato temi legati al vino in altre sue opere. Napoletano, già docente di letteratura, documentarista e giornalista, Nino D?Antonio ha ricevuto vari riconoscimenti, tra i quali il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio.

Ne "Maestri in Primitivo" (270 pagine, edito da Città del Vino) l'autore racconta la storia del Consorzio e, in parallelo, del primitivo di Manduria, attraverso i suoi 5 presidenti, i quali hanno dovuto affrontare non poche difficoltà nel loro percorso: la grande guerra, le gelate, lo scandalo metanolo, le restrizioni comunitarie, l'introduzione dell'Euro. Ma anche i grandi successi, come l'imbottigliamento in proprio, il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata prima e della Denominazione di Origine Controllata e Garantita per il Dolce Naturale poi e i premi nei vari concorsi enologici, fino alla definitiva consacrazione di vino di qualità esportato in tutto il mondo. Dopo il racconto del presidente attuale, Fulvio Filo Schiavoni, in carica dal 1995, D'Antonio continua la sua narrazione con alcuni soci, che si sono prestati per l'occasione, come egli ammette, con un pizzico di diffidenza, convocandoli a distanza di un'ora l'uno dall'altro. Ognuno diverso, con la propria storia personale ed il proprio modo di pensare, a volte in contrasto con alcune scelte, ma tutti uniti a far fronte comune per il bene del Consorzio e del territorio. Infine, vi è la carrellata di foto che ritraggono tutti i protagonisti attuali del Consorzio: il Consiglio di Amministrazione, il personale amministrativo, gli operai e le ragazze del punto vendita. Insomma, il libro è un giusto compendio dell'azienda e del primitivo in generale, di facile lettura, scorrevole anche per chi non mastica di enologia, arricchito da  immagini, ritratti dell'epoca e attuali, da documenti storici, tra i quali l'Atto Costitutivo con le firme dei primi soci, le prime certificazioni e una pagina della "Voce del Popolo", il primo giornale della provincia di Taranto, con l'articolo datato 11 ottobre 1930 sulla volontà di costituire il Consorzio, non ancora approvato dall'allora Ministero dell'agricoltura. In appendice, la parte tecnica sul colore e sull'odore del primitivo curata dagli esperti Luigi Moio e Angelita Gambuti. Così come lo scrive il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella nella presentazione in controcopertina, anche il sottoscritto consiglia la lettura del libro persino a chi è lontano dal mondo del vino.

Tra le attività che svolge il Consorzio, è da segnalare il "Primitivo Wine Tour", un format che coinvolge partner importanti quali "Riserve Naturali del Litorale Tarantino Orientale", "Profilo Greco", "Apulia Activa", "Astrolabio Slow Tour", "I Tipici di Puglia" e varie aziende agricole e casearie del territorio. e che ha come obiettivo la promozione turistica rurale, destagionalizzata rispetto a quella balneare, con apertura ai visitatori delle cantine, delle masserie e delle aziende agricole. Questi eventi di successo sono frutto dell'impegno e della bravura della responsabile alle Pubbliche Relazioni del Consorzio Anna Gennari, "Donna del Vino" di Puglia. (foto a destra).

Tornando alla pittura, uno dei vini dell'azienda, l'Elegia, è stato scelto dalla bella e brava artista salentina Arianna Greco per utilizzarlo in uno dei suoi dipinti col vino. Proprio stasera, nella sala del Museo del Primitivo si terrà la proiezione del film "Vino su tela" di Agnese Correra, dedicato alla pittrice e a questa sua particolare tecnica.

Paolo Bargelloni, 6 maggio 2016

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