La sera di mercoledì 9 dicembre presso il Convivium Sancti Nicolai nella bellissima piazza cattedrale di Bitonto si è tenuta la presentazione dell'edizione 2016 della triade delle guide di Radici (Radici guides) a cura Associazione Propapilla del vulcanico Nicola Campanile. La serata rappresenta la chiusura di un’annata storica per la testata, in quanto ha visto la decima edizione di “Radici del Sud”, la più importante kermesse di vini in Puglia per numero di aziende partecipanti (181) e di etichette in concorso (più di 400), provenienti da tutto il Meridione, Sicilia compresa, per la qualità dei giornalisti e delle giurie, nazionale ed internazionale, per l’accurata organizzazione con gli incontri BtoB e per il numero di visitatori al Salone del Vino.

La guida “Radici restaurants”, già “Dolce Guida”, giunge alla XIV edizione e racconta un poliedrico campionario di oltre 120 attività ristorative pugliesi e di zone limitrofe recensite, oltre dallo stesso ideatore e curatore Campanile, da Antonio Chinellato, Vincenzo Rizzi, Giuseppe Barretta e Manila Benedetto. La guida è di facile consultazione, i locali si susseguono in ordine alfabetico relativamente al Comune di ubicazione e l’avventore può orientarsi con la mappa stradale inclusa, con i simboli e con i colori che rappresentano: i locali eccellenti per ambiente e ospitalità, per offerta culinaria territoriale, per l’accuratezza nei dettagli; i locali emergenti; i locali con l’ottimo rapporto qualità/prezzo; i locali con l’ampia disponibilità di vini e quelli con la scelta di oli d’oliva di frantoio. In ogni caso, la guida offre al lettore una fotografia nitida ed attuale della realtà enogastronomica di una regione che è fra le meno omogenee d’Italia e più ricche di diversità ambientali che si ripercuotono sui differenti stili di vita e sulle abitudini alimentari.

“Radici Pizzerias”, già “Pizzaviaggiando”, prima guida alle pizzerie di Puglia, raccoglie le recensioni di 70 pizzerie selezionate in tutto il territorio pugliese da Paolo Bargelloni, Giuseppe Barretta, Manila Benedetto, Antonio Chinellato, Luigi Navarra, Bruno Petrosillo, Enrico Nicola Rago, Pierpaolo Sammartino. Quest’ultimo colma il vuoto che vedeva la provincia di Lecce in merito alle recensioni rispetto agli anni passati, tanto che finalmente il Salento vede ben quattro eccellenze in guida. Anche qui il lettore è aiutato dalla simbologia intuibile che, oltre alle eccellenze, indicano: cottura nel forno a legna; disponibilità di pizze senza glutine e/o senza lattosio; buona carta di birre e/o di vini; conto da economico a salato. Oggi, anche in Puglia si presta maggiore attenzione all’impasto, spesso costituito da miscele di farine pregiate, tanto che sempre più pizzaioli frequentano corsi di formazione per impasti speciali. Nondimeno si guarda alla qualità delle materie prime, preferibilmente quelle cosiddette a km. zero, grazie anche alla generosità del patrimonio agroalimentare regionale.

Nella guida “Radici wines” sono descritte le 72 etichette tra le 400 partecipanti a “Radici del Sud 2015” che hanno ottenuto riconoscimenti dalle Giurie nelle varie categorie (leggi qui). Le recensioni sono state curate da Nicola Campanile, Andrea de Palma, Francesca Tamburello, Giuseppe Barretta ed Enrico Malgi.

Qui vorrei soffermarmi con una personale considerazione: i vini premiati a “Radici” sono quasi sempre diversi da un’edizione all’altra e alcuni vini che hanno ottenuto i più alti riconoscimenti quest’anno sono prodotti che in alcune guide nazionali non vengono neanche citati e questo è proprio il bello di “Radici”, perché le degustazioni sono state effettuate rigorosamente “alla cieca” da professionisti del settore, senza condizionamenti prima e senza “ritocchi” poi. Avendo fatto parte, con orgoglio, della giuria in alcune edizioni precedenti (ben quattro) posso testimoniare in maniera diretta l’autenticità del concorso. Ed anche in altre occasioni dove ho giudicato alla cieca (Vino è Musica, Take Puglia), le sorprese non sono mancate. Rimango quindi dubbioso quando nelle guide nazionali che vantano la stessa metodica e l’imparzialità di giudizio leggo gli stessi nomi nelle eccellenze. In particolare, in una guida che vanta un alto numero di copie vendute, ancor prima della sua uscita, i vini giudicati al massimo sono gli stessi dell’anno precedente, più una new entry, guarda caso, un vino prodotto da un signore molto noto della televisione che della Puglia non ha nulla a che fare ma che ci ha investito molto comprando terreni ed enologo di richiamo, cavalcando l’onda del successo di un vitigno nel suo più rinomato areale. Nulla di illegale, ma perché non ammettere che i ritocchi ci sono prima della redazione, sempre che tutto sia stato effettuato precedentemente al buio? Ma forse il mio è soltanto un pregiudizio.

Prima della presentazione delle guide, c’è stato un interessantissimo dibattito su salute ed alimentazione, tenuto dal dott. Pippo Amoruso, nutrizionista ed specialista in scienze della nutrizione e dal prof. Antonio Moschetta, ricercatore, esperto di patologie metaboliche e infiammatorie, moderato dal giornalista Michele Peragine, durante il quale si esortava gli chef nel perseverare ad essere promotori di salute e benessere, invitandoli a comunicare, spiegare e somministrare al cliente i cibi che fanno bene, senza nulla togliere al gusto, ma semplicemente tornando alla tradizione tramandata dai nonni, utilizzando materie prime selezionate, non contaminate da agenti chimici.

Al termine della premiazione dei ristoratori e dei pizzaioli eccellenti, ci si è spostati al ristorante Il Patriarca per la degustazione dei 75 vini vincitori di Radici del Sud 2015 e dei piatti presentati dagli chef d’eccellenza.

Paolo Bargelloni, 10 dicembre 2015


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